CONSIGLIERI REGIONALI E GESTIONE ALLEGRA DEL PATRIMONIO
Nell’occhio del ciclone gli sperperi economici attuati in Consiglio Regionale: commentiamo con l’aiuto dell’avvocato Simone Labonia.
La gestione infedele di denaro pubblico rappresenta una delle violazioni più gravi al principio di buona amministrazione, configurando un danno erariale con conseguenze sia economiche che sociali. Il Codice Penale italiano disciplina la punibilità di tali condotte, mirando a tutelare l’interesse della collettività contro il malgoverno delle risorse pubbliche.
Il danno erariale si verifica quando un soggetto, per dolo o colpa grave, arreca una perdita economica alla pubblica amministrazione, violando i principi di correttezza e imparzialità. La gestione infedele di denaro pubblico si concretizza quando un funzionario, un amministratore o un soggetto incaricato di gestire fondi pubblici li utilizza in modo distorto, per interesse personale o per favorire soggetti terzi, invece di perseguire il bene comune.
L’art. 314 c.p. punisce la peculato, ovvero l’appropriazione indebita di denaro o beni pubblici da parte di chi ne ha la disponibilità per ragioni d’ufficio. L’art. 323 c.p., invece, sanziona l’abuso d’ufficio, che si realizza quando un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, violando norme di legge, procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale a danno della comunità.
Molti casi di danno erariale da gestione infedele nascono da un mix pericoloso di interesse privato e abuso di potere. Il pubblico ufficiale, spinto da un delirio di onnipotenza, può ritenersi al di sopra delle regole e utilizzare le risorse pubbliche come fossero personali. Questo fenomeno è spesso legato a una carenza di controlli e a un sistema di sanzioni non sempre efficace nel prevenire illeciti.
Le cronache giudiziarie riportano numerosi esempi di funzionari che, attraverso affidamenti diretti illeciti, sperperi di denaro pubblico o favoritismi, hanno indebolito l’economia nazionale e ridotto la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
L’Unione Europea pone grande attenzione alla lotta contro la corruzione e la gestione infedele di fondi pubblici. Attraverso regolamenti e direttive, Bruxelles impone agli Stati membri obblighi stringenti in materia di trasparenza, controllo della spesa pubblica e repressione degli illeciti economici.
Il Regolamento (UE) 2017/1939 ha istituito la Procura Europea (EPPO), con il compito di indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE, tra cui la frode e la malversazione di fondi comunitari. Inoltre, il Recovery Fund ha introdotto vincoli più rigidi per evitare sprechi e abusi nella gestione delle risorse europee.
La punibilità per il danno erariale derivante dalla gestione infedele del denaro pubblico è un tema di primaria importanza sia a livello nazionale che comunitario. La sfida principale resta quella di garantire controlli efficaci e sanzioni adeguate per prevenire illeciti e proteggere l’interesse collettivo.