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Attrice hard uccisa e fatti a pezzi dal bancario e food blogger Davide Fontana: aveva comprato anche un congelatore per metterci i resti della donna Cronaca Italia e Mondo 

Attrice hard uccisa e fatti a pezzi dal bancario e food blogger Davide Fontana: aveva comprato anche un congelatore per metterci i resti della donna

È Davide Fontana, milanese di 43 anni, dipendente di banca nella sua città, food/travel blogger per passione (sui social vanta un profilo Instagram con oltre 13 mila follower), l’uomo che ha confessato l’omicidio dell’attrice hard di 26 anni Charlotte Angie, nome d’arte di Carol Maltesi i cui resti sono stati trovati a Borno , in provincia di Brescia. I due erano vicini di casa a Rescaldina (in provincia di Milano) e avevano avuto una relazione. Alle due abitazioni, nel centro del paese dell’hinterland milanese i carabinieri hanno posto i sigilli, così come alla macchina di lui parcheggiata nel cortile: quella della vittima, che Fontana ha usato per trasportarne il cadavere fatto a pezzi, è in una via limitrofa. L’uomo si è recato ieri sera alle 22.39 presso la caserma dei carabinieri di Brescia, dove poi è stato fermato ed è finito in carcere. Domani alle 10.30 in cella a Brescia, davanti al gip Andrea Corvi, l’interrogatorio di convalida del fermo.  Nel corso della sua confessione Davide Fontana ha detto di aver ucciso la ventiseienne durante un gioco erotico “finito male”  e di averla colpita con un martello. «Poi non ho più capito nulla» ha aggiunto nelle oltre tre ore di interrogatorio sostenuto nella notte nella caserma dei carabinieri di Brescia. L’uomo ha anche aggiunto di aver comprato un congelatore apposta per nascondere i resti della donna. Congelatore che ha installato nell’abitazione della vittima. Per due mesi ha usato il cellulare della donna per rispondere e spedire messaggi a familiari e amici. Addirittura avrebbe pagato l’affitto alla donna dopo averla uccisa. Charlotte Angie aveva un bambino  di 6 anni affidato al padre. Il corpo della donna fu ritrovato da un cittadino della zona: l’uomo aveva notato quattro bustoni neri, di quelli utilizzati per la spazzatura, e insospettito ne aveva aperto uno, rintracciando pezzi di cadavere e in particolare, tra i resti pochi identificabili, una mano femminile. La totale assenza di elementi utili all’identificazione della vittima aveva spinto gli investigatori a pubblicare un comunicato nel quale si descrivevano alcuni tatuaggi ancora parzialmente visibili sul corpo della donna, consentendo ad alcune persone da tutta Italia di mettersi in contatto con i militari per comunicare loro che quei tatuaggi potevano appartenere a una donna molto conosciuta negli ambienti del cinema porno. Identificata la vittima, i carabinieri hanno quindi accertato che la sua auto era transitata domenica 20 marzo proprio in territorio di Borno, condotta da un uomo che a sua volta era risultato avere la disponibilità dell’auto stessa, in quanto controllato a bordo in precedenti circostanze.

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